martedì 27 settembre 2011

Folle...

Io sono folle, folle, folle d'amore per te . 
io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle 
perchè ti ho perduto .
Stamane il mattino era cosi caldo 
che  a me dettava quasi confusione 
ma io era malata di tormento 
ero malata di tua perdizione.
 
A.Merini

sabato 17 settembre 2011

Le donne italiane? le donne più tristi d'Europa

Italian women 'the unhappiest in Europe' (fonte: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/8709334/Italian-women-the-unhappiest-in-Europe.html )


The survey of 4,000 women in the continent's five largest countries found that 76 per cent of Italian housewives were dissatisfied with their lives, compared to 51 per cent in the UK, 53 per cent in Germany, 57 per cent in France and 63 per cent in Spain.
Italian women said they were worried about the economic crisis, the difficulty of re-entering the work market after having children and the dearth of child care centres.
The survey, by a think tank called Women and Quality of Life, found that half of Italian women said they regretted getting married and two-thirds regretted having children.
A lingering culture of machismo means that Italian women have to do far more housework and child rearing than their counterparts in countries such as Britain.
Research has found that 70 per cent of Italian men have never used an oven, while 95 per cent have never emptied a washing machine.
Silvio Berlusconi, the prime minister, has been accused of reinforcing sexist attitudes through the television channels he owns, which feed Italians a nightly diet of quizzes, game shows and sports programmes featuring scantily clad showgirls.
Italy ranked 74th in a global gender gap report issued by the World Economic Forum last year – worse than Kazakhstan.

mercoledì 14 settembre 2011

quando questo periodo finirà...

I periodi di transizione risultano sempre molto affascinanti ai miei occhi. Tutti, anche i miei. Specialmente i miei, oserei dire. Ad esempio, questo che sto vivendo adesso assomiglia un pò a quello di sei anni fa, con la differenza che a ventiquattro anni le responsabilità sono maggiori e la posta in gioco è più alta.



Cose e stati d'animo che si ripetono in questo periodo:
Acidità verso l'universo maschile.
Femminismo radicale accentuato.
Momenti di iperattività alternati a momenti di vuoto.
Progetti.
Energie.
Momenti di trasgressione alternati a momenti di profonda rigidità.
Le famose "farfalle nello stomaco"

Accettarli e viverli così come vengono? Si. Tanto, combatterli non avrebbe molto senso.
Cosa ci sarà dopo tutto questo?

domenica 11 settembre 2011

What about being friends with benefits?

A relationship between two friends gets complicated when they decide to get romantic (read: have sex like animals...)

giovedì 8 settembre 2011

“Non ti è lecito!”

In nessun altro paese del mondo democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora dello stupro – incompatibile con qualunque forma di ironia - per esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione del rapporto tra donne e uomini. La violenza dello stupro è la forma più brutale di negazione dell’altro. Non comprende nessuna forma di linguaggio, non ammette nessun sì e nessun no. Come scrisse in occasione del 13 febbraio Suor Rita Giarretta, ripetiamo tutte insieme al Ministro Sacconi: “Non ti è lecito!” .

Comitato promotore nazionale Senonoraquando

Roma, 8 Settembre 2011

mercoledì 7 settembre 2011

Scrivere... è come fare il pane.


Scrivere è come fare il pane, non ci sono regole ma a un certo punto ti accorgi se la pasta è pronta o no. Non ho tecniche a parte quelle legate alla lingua e alla sua grammatica.

sabato 3 settembre 2011

Perché una donna dovrebbe farsi bella per il suo aguzzino, colui che la maltratta e picchia?

Dal Blog "Un altro genere di comunicazione"


Cosa vi viene in mente osservando l’immagine che vi posto di seguito?

Logicamente la prima cosa che notiamo è questa ragazza vestita in modo molto elegante con una bellissima pettinatura un po’ stravagante e con un occhio tumefatto.
 Una ragazza che a quanto pare ha subito violenza, quindi la prima cosa che pensiamo è :  sarà una campagna contro la violenza sulle donne? Assolutamente no.
 Dietro di lei c’è un uomo, anche lui vestito in modo elegantissimo, in piedi davanti alla sua donna, quasi in modo cavalleresco con in mano una collana, quindi secondo pensiero che ci passa nella mente è : sarà l’ennesimo genio che non sapendo come pubblicizzare i suoi ori ha ben pensato di speculare su un argomento grave come la violenza sulle donne!? Purtroppo non è neanche questo.
 Quest’immagine appartiene al “Fluid Hair Salon”- un salone di bellezza di Edmonton (Alberta) una località del Canada, lo slogan di questa pubblicità dice “ Look good in all you do” in italiano  “Appari al meglio, qualsiasi cosa ti succeda” .
Ora, sinceramente trovo davvero poche o forse troppe parole da esprimere a chi ha pensato di creare una pubblicità shock su un tema così scottante per il solito sporco marketing, ci sono delle domande però a cui non riesco a darmi alcuna risposta.
Perché una donna dovrebbe farsi bella per il suo aguzzino, colui che la maltratta e picchia? Cosa vuole comunicarci quest’immagine? Fatevi belle per lui nonostante sia un essere orribile e violento? O semplicemente vuole comunicare che dobbiamo preoccuparci del nostro aspetto anche vivendo situazioni così brutte? Hanno minimamente idea di cosa significhi subire violenza nelle mura domestiche?   Fino a che punto può spingersi la voglia di pubblicizzare e fare soldi speculando su tragedie simili che accadono ahimè in tantissime case?
A quanto pare però chi ha creato quest’immagine è una donna, una certa Sarah Cameron che dopo la marea di critiche ricevute risponde :
“Sono tutti cosi’ suscettibili. Chiunque puo’ avere opinione ma noi non volevamo attaccare nessuno. E’ necessario interpretare la pubblicita’ in modo artistico, se qualcuno si e’ sentito offeso leggendone un abuso allora gli chiediamo scusa”.
E’ necessario interpretare questa pubblicità in modo artistico? Quale sarebbe per la signora Cameron l’arte? L’arte di picchiare o essere picchiata?Per lei questa è arte, per noi invece è solo un mucchio di spazzatura, è solo l’ennesimo modo spregevole di pubblicizzare e fare soldi sul corpo di chi subisce quotidianamente percosse e violenze nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro al mondo  -ovvero la casa- e dalla persona che invece più al mondo dovrebbe rispettarci e starci accanto.
Ma questa non è l’unica immagine di questo salone, sono riuscita grazie alle continue segnalazioni che voi carissim* lettori e lettrici ci fate ogni giorno a recuperare altre immagini, guardate qui.

Una donna, a quanto pare scampata a un terribile incidente, piena di sangue e ferite ma con completino intimo, trucco e parrucco perfetti, quest’immagine non è meno vergognosa della prima. Una donna che ha appena rischiato di morire invece di essere sotto shock ed essere preoccupata per la sua incolumità fisica per quello che ha appena passato, deve preoccuparsi di avere i capelli e il trucco perfettamente in ordine e chic!? Beh si  stiamo al limite della follia!
Guardate quest’altra.

E qui parte il classico stereotipo della lavoratrice sexy, una sexy operaia con tuta sbottonata e capelli con una pettinatura fantastica, ottima presa per i fondelli per chi fa sul serio l’operaia e per le donne in generale, che vengono viste sempre e comunque come un oggetto sessuale.
Care operaie, mi raccomando seppur il vostro lavoro sia logorante e pericoloso non presentatevi sul posto di lavoro se non avete messa in piega perfetta e bikini fashion che spunta dalla cerniera  della vostra pesante tuta inzuppata di sacrifici e fatica!
Purtroppo devo ammettere che il fatto che queste immagini siano state create da una donna mi preoccupa ancora di più, perché da qui capiamo quanto i retaggi maschilisti siano stati inculcati a volte in modo davvero spaventoso anche nelle donne.
Una donna che crea un’immagine del genere per fare marketing, non preoccupandosi che un’ altra donna quell’occhio nero l’abbia subito sul serio, e che anzi le suggersisce di farsi bella per il suo compagno violento, a mio parere è un dato che dovrebbe farci preoccupare sul serio e dovrebbe spingerci a rimboccarci le maniche e ricreare insieme (uomini e donne) una società un po’ più sana.
(Fonti : Qui e qui ).