giovedì 25 novembre 2010

Olltre i tabù...

Non riesco a dormire. I vicini di casa hanno deciso di fare un bel pò di "attività di fisica". Soffro d'insonnia, ma sono talmente stanca che forse qualche oretta l'avrei pure passata nel bel mondo dei sogni. E invece i vicini stanno dando il meglio di se. Niente di strano.
Oggi però è giovedi 25 novembre, giornata iternazionale contro la violenza sulle donne. Ripenso alle donne che hanno permesso a me e alla mia generazione di essere relativamente libere e emancipate. Dico relativamente, perchè a mio avviso il lavoro verso la consapevolezza di noi stesse e del nostro corpo è ancora lungo. Molte però sono arrivate a un buon punto e hanno riscoperto delle potenzialità che la storia e la tradizione aveva loro negato per secoli.
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Mi viene in mente Valerie Tasso, (di cui qui sopra l'attrice che l'ha interpretata nel film " Valerie: diario di una ninfomane" tratto dall'omonimo romanzo) una donna che ha deciso di dedicare la sua vita alla sessuologia, una donna che ha oltrepassato quei limiti che non tutte le donne sono disposte a superare...



"In realtà volevo conoscere i miei limiti. Cercavo una forma di profonda conoscenza di me stessa e anche degli uomini. L’esperienza mi ha aiutato a superare la fine del rapporto con Jaime, ho incontrato sul lavoro uomini di vari tipi, e ho conosciuto e apprezzato la loro vulnerabilità. Ci tengo a dire che quella di fare la prostituta è stata una mia scelta, libera, e quindi al contempo stavo anche lottando contro lo stigma e il giudizio morale che viene attribuito ad una donna quando è vista come troppo libera sessualmente."

E riguardo alla ninfomania: è una costruzione, se ci si pensa un attimo ci si accorge che non esiste un termine equivalente per un uomo. E in effetti il titolo stesso del mio libro, "Diario di una ninfomane" è ironico, è una provocazione, perché in realtà sto dicendo il contrario, sto negando il termine nel momento stesso in cui lo uso, sto cercando di comunicare il bisogno della donna di esprimere appieno, e senza censure morali, il suo desiderio.

Molto marketing, non c'è dubbio. Ma io i suoi libri li ho letti. Qualche fondo di verità in tutte le sue storie c'è. Valerie racconta in maniera lucida e chiara. Racconta di un mondo di perversioni che non siamo ancora pronti ad accettare, un mondo di perversioni che conosciamo perfettamente, ma  di cui abbiamo paura e che preferiamo negare...





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